Ciclo dell’azoto

Ho visto in data odierna, da registro elettronico, che in inglese state affrontando il ciclo dell’azoto.

La collega, docente di inglese vi ha assegnato questo video da guardare. Ho pensato di pubblicarlo anche qui.

 

 

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TED Come accelerare le reazioni chimiche

Un video del TED da guardarsi con calma sono certa vi divertirete.

 

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Primo compito assegnato per casa

Carissimi vi chiedo di guardare attentamente questo video: ACIDI E BASI

Prendete nota sul quaderno di chimica nella parte di teoria, di tutte le informazioni, reazioni e attività condotte nel filmato.

Discuteremo insieme a breve, magari su skype, come se fossimo in classe tutte le osservazioni e le annotazioni fatte.

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La scuola Chiusa mi impone di parlare…

Carissimi ragazzi stiamo vivendo giornate particolarissime e un momento della nostra vita assolutamente impensabile anche solo pochi giorni fa. Desidero che a distanza ci sentiamo tutti vicini e si utilizzino questi strumenti per rimanere in contatto.

Mi sembra importante condividere con voi una lettera che molti avranno già letto del Preside del Liceo Scientifico Volta di Milano. Ci invita Tutti a fare alcune riflessioni che ritengo importanti. Condivido.

 

 

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”

Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 dei Promessi sposi, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.

Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente. Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.

Vi aspetto presto a scuola.
Domenico Squillace

 

 

ALLEGO ANCHE IL COMUNICATO DI UN ALTRO PRESIDE :

 

prof. Pietro Cattaneo, preside dell’Istituto Sociale, la scuola dei gesuiti di Torino, nativo di Somaglia, nel Lodigiano, ha diffuso ai suoi amici:

“È bastato un attimo ed è cambiato tutto, il pericolo non viene più da cinesi o africani, ma da veneti e lombardi, gente come noi, gente che non possiamo riconoscere tra la folla. La storia ci insegna che gli stereotipi sono una cosa pericolosa da maneggiare, perché basta davvero poco perché ci si ritrovi a chiedere aiuto proprio a chi si voleva bruciare in piazza. Questo virus ci ricorda che siamo tutti ugualmente fragili, e che è questa comune debolezza a renderci umani. Adesso sta a noi la scelta: continuare a dividerci nell’ossessione che discriminare ci renda invulnerabili, oppure rimboccarci le maniche e cominciare a darci una mano. Perché il rischio che il “prima gli italiani” si trasformi in un tragico “tutti contro tutti”, è più pericoloso di qualsiasi pandemia, e non vorrei che chi blatera da anni di indipendenza e razza padana, provi sulla sua pelle cosa significa essere considerato un appestato”.

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